La bozza della legge quadro sulle autonomie: serve un ddl del Governo

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ROMA (Public Policy) – “Definire un quadro unitario di obiettivi e previsioni a cui lo Stato si conforma in sede di elaborazione delle intese con le Regioni interessate avendo riguardo sia alla sostenibilità giuridica della differenziazione richiesta sia alla sostenibilità economica del nuovo assetto, che deve muoversi all’interno dei vincoli economici e finanziari di finanza pubblica”. Lo si legge nella relazione illustrativa della bozza del ddl Legge quadro sulle autonomie, presa in visione da Public Policy.

La legge interviene, tra gli altri punti, sul percorso legislativo delle intese tra Governo e Regioni che chiedono l’autonomia su specifiche materie.

Su questo punto si stabilisce che il ministro per gli Affari regionali, autorizzato dal Consiglio dei ministri, sottoscriva con il presidente della Regione uno schema di intesa da trasmettere alle Camere entro 10 giorni dalla sottoscrizione. Le Camere, nei 60 giorni successivi alla trasmissione, formulano eventuali osservazioni che, ai fini della definizione del testo dell’intesa, sono trasmesse al Governo e alla Regione per le rispettive valutazioni.

Sarà il Consiglio dei ministri, una volta esaminate le eventuali osservazioni parlamentari e le valutazioni della Regione, ad autorizzare il presidente del Consiglio dei ministri o, su sua delega il ministro per gli Affari regionali, a stipulare l’intesa con il presidente della Regione. Nei 30 giorni successivi alla sottoscrizione dell’intesa, il Consiglio dei ministri delibera la presentazione alle Camere del disegno di legge di approvazione dell’intesa.

L’intesa, specifica ancora la bozza, dovrà essere sottoposta dallo Stato e dalla Regione a verifica almeno entro il termine del decimo anno dall’entrata in vigore della legge di attribuzione di autonomia. Stato e Regione portanno comunque assumere in qualsiasi momento l’iniziativa per la revisione dell’intesa.

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FRA