Chi non muore si rivede: la riforma delle carceri

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giustizia

ROMA (Public Policy) – Giovedì scorso in commissione Giustizia alla Camera era in calendario la riforma del sistema carcerario, a firma dell’ex ministro Andrea Orlando. Non essendo stato concluso l’iter di esame in Parlamento, la scorsa legislatura, saranno infatti i nuovi deputati ad esaminare il testo.

Il Governo, è stato annunciato al termine della riunione, ha concesso più giorni alle commissioni per esprimersi sul decreto. La proroga scade il 15 luglio e la nuova relatrice è la presidente di commissione Giulia Sarti (M5s).

Il testo è uno dei decreti attuativi della riforma Orlando, approvata nella scorsa Legislatura. Il testo, non particolarmente condiviso dal M5s e la Lega, potrebbe essere cambiato in maniera consistente durante l’ultimo passaggio a Palazzo Chigi e nel Consiglio dei ministri.

Il 15 giugno scorso, al Senato, nel corso della presentazione delle relazione del Garante dei detenuti, il neo ministro Alfonso Bonafede aveva precisato:  “In tempi brevissimi dovrò fare delle scelte importanti sulla riforma” delle carceri “volutamente lasciata alla nuova maggioranza dalla maggioranza precedente. La riforma non mi trova d’accordo e così com’è non potrà andare avanti. Ma si tratta di un intervento vasto al cui interno ci sono anche elementi importanti a cui prestare attenzione, come le garanzie della vita detentiva e il lavoro dei detenuti: su questi punti intendo confrontarmi con il Garante nei prossimi giorni per una nuova partenza”.

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SOR