Eppur si vedono: cosa succede in Parlamento questa settimana

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ROMA (Public Policy) – Questa settimana tornano a riunirsi le Camere. Dopo settimane di stop (non sono stati pochi i casi di positività tra i parlamentari) le aule sono convocate per domani (question time a Montecitorio e per comunicazioni della presidente Palazzo Madama).

Ci saranno poi le informative – su Coronavirus e dintorni – del presidente del Consiglio Giuseppe Conte: giovedì mattina alla Camera, nel pomeriggio al Senato.

Oggi alle 17, invece, in commissione Bilancio al Senato prenderà il via l’esame del dl Coronavirus ter, il cosiddetto Cura Italia.  Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato alle 19 di venerdì 27. Eventuali subemendamenti a modifiche del Governo e dei relatori, invece, dovranno arrivare entro il 31. Il Senato, su spinta della Lega, infatti, ha deciso che l’esame del provvedimento sarà ordinario. Nessuna modifica alle procedure a causa dell’emergenza sanitaria. Alla luce della complessa situazione del Paese, anche dal punto di vista degli spostamenti, si era ipotizzato di esaminare il testo in una commissione speciale. La soluzione è stata però scartata. Ci sarà, quindi, un esame ordinario in Bilancio e consultivo nelle altre (che si riuniranno tra domani e il 26). Oggi alle 15, invece, sarà ascoltato in audizione Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia, in congiunta Bilancio Camera e Senato.

Non mancano già i punti sotto osservazione. I tecnici del centro studi di Camera e Senato, nel dossier sul provvedimento chiedono, per esempio, un chiarimento sulla norma che equipara la quarantena da Covid-19 alla malattia ordinaria. “Si valuti l’opportunità di chiarire – scrivono – se l’equiparazione riguardi anche i trattamenti o le quote di trattamento a carico dei datori di lavoro in base ai contratti collettivi”, considerato che, da un lato, la disposizione richiama la normativa di riferimento e, dall’altro, anche gli oneri a carico dei datori di lavoro”.

L’indennità, prevista per legge, normalmente è a carico dall’Inps, anche se viene anticipata in busta paga dal datore di lavoro. Al di là della categoria del lavoratore, ci sono specifici casi in cui a pagare lo stipendio del lavoratore malato è il datore di lavoro. Uno di questi è il cosiddetto periodo di carenza, ovvero i primi 3 giorni di malattia. Se la malattia, però, si ripresenta entro 30 giorni dalla guarigione, è l’Inps che paga anche i primi tre giorni di assenza. In ogni caso, i tecnici chiedono di chiarire proprio questo punto: ovvero se la quarantena obbligatoria dovrà essere pagata anche dai datori (nei primi 3 giorni) oppure sarà l’Inps ad occuparsene al 100%.

Dalle opposizioni, invece, si chiede un intervento a favore dei professionisti iscritti agli ordini. “Sul cura Italia Forza Italia, come sempre, darà il suo contributo, ma il Governo deve coinvolgere il centrodestra nelle correzioni di un decreto che noi riteniamo insufficiente e carente in molte parti. Pensiamo, ad esempio, ai liberi professionisti iscritti agli ordini professionali con proprie casse previdenziali, praticamente del tutto ignorati dai 127 articoli del provvedimento, potendo accedere solo al reddito di ultima istanza al quale vengono destinati appena 300 milioni di euro, da dividersi con gli altri lavoratori dipendenti ed autonomi”, dicono Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, e Andrea Mandelli, deputato e responsabile del dipartimento Rapporti con le professioni del movimento azzurro.

E torna in calendario anche il dl Cuneo fiscale, in scadenza il 5 aprile. Il provvedimento, come stabilito dalla capigruppo, sarà in aula alla Camera il 31 marzo, dopo essere stato approvato in commissione senza modifiche. Il dl estende, da luglio 2020, il bonus Renzi (ampliandolo a 100 euro) per una platea più ampia (fino a 28mila euro) e introduce, in via sperimentale per la seconda parte del 2020, una detrazione fiscale a decalage da 80 a 0 euro per i redditi da 28mila a 40mila euro. (Public Policy) FRA