Governo al lavoro sul ‘nuovo’ Recovery: in Parlamento entro due settimane

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ROMA (Public Policy) – Il Governo, con il fulcro al ministero dell’Economia, ha iniziato a riscrivere il Recovery Plan che era stato messo a punto dal precedente Esecutivo. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha deciso di affidare il coordinamento tecnico dell’operazione al Mef, con una unità di missione coordinata da Carmine Di Nuzzo, dirigente della Ragioneria dello Stato, che fa da collante tra le varie mini-unità di missione sorte nei singoli altri ministeri. Insieme a Di Nuzzo lavorano al Mef sulla riscrittura del piano il Ragioniere generale Biagio Mazzotta, il direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera, e il sottosegretario agli Affari europei (ed ex ministro) Anzo Amendola. A questo nucleo ristretto si aggiungono sei funzionari, uno per ogni missione del Pnrr, e diversi economisti.

Draghi ha voluto anche che sul Pnrr rimanesse in vita anche una cabina di regia politica, a Palazzo Chigi, con due ramificazioni principali: uno sulla transizione digitale e uno sulla transizione ecologica.

Tutti questi tecnici che lavorano alla riscrittura del Pnrr italiano hanno un comune obiettivo: presentare alle Camere un nuovo testo entro due settimane. Così che il Parlamento abbia il tempo tecnico per guardarlo, esaminarlo e poter avanzare le proprie riflessioni e impegni per il Governo nelle risoluzioni da votare in aula. Il lavoro è già, ovviamente, partito, e ha già sfrondato l’ex testo del Recovery Plan da quei 14 miliardi in più di progetti che il precedente Governo aveva inserito per la serie “non si sa mai”, ovvero per compensare eventuali bocciature, da parte dell’Europa, di altri progetti contenuti nel piano.

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VIC