Innanzitutto, non chiamiamolo Fertility Day

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ROMA (Public Policy) – Non chiamiamolo Fertility day, ma Giornata di formazione e di informazione sulla salute riproduttiva. Rimborsare la pillola contraccettiva, rafforzare il ruolo dei consultori, promuovere un piano pluriennale per la salute riproduttiva delle donne e finanziarie un piano che elimini gli ostacoli sociali a diventare genitori.

Sono i punti chiave della mozione di maggioranza sul Fertility day, approvata in aula al Senato e sottoscritta da Pd, Area popolare e Autonomie.

Nella mozione sono contenute nove condizioni che impegnano il governo a modificare il nome della campagna a firma della ministra Beatrice Lorenzin e ad altre iniziative.

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SOR