Prescrizione che passione: gli emendamenti all’Anticorruzione

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ROMA (Public Policy) – La prescrizione sia fissata al massimo della pena prevista per il reato commesso aumentata della metà e, in ogni caso, non meno di 8 anni nel caso dei delitti e 6 anni se si stratta di contravvenzioni. Questo l’emendamento firmato in solitaria da un deputato M5s, Andrea Colletti, presentato al ddl Anticorruzione e, in particolare, al tema della prescrizione.

Una proposta di compromesso rispetto a quanto depositato dai relatori Francesca Businarolo e Francesco Forciniti, e dalla linea del Movimento stesso che chiedere di congelare il fermo lancette dopo il primo grado di giudizio.

Un’altro emendamento a firma Colletti, poi, chiede di rivedere l’articolo 161 del Codice penale già modificato con la legge Orlando, chiedendo di cancellarne una parte. La versione precedente alla riforma del Governo Gentiloni estendeva gli effetti della sospensione e dell’interruzione a tutti i concorrenti nel reato. Quella entrata in vigore nel 2017, invece, prevede che “la sospensione della prescrizione ha effetto limitatamente agli imputati nei cui confronti si sta procedendo”. Colletti, con la cancellazione di quest’ultima parte, chiede il ritorno alla vecchia normativa.

È invece a firma Angela Salafia e Anna Macina, sempre deputate del Movimento 5 stelle, l’emendamento depositato nelle commissioni che rinvierà l’entrata in vigore della nuova prescrizione il 1° gennaio 2020.

Nella proposta di modifica del ddl Anticorruzione si legge che le disposizioni “acquistano efficacia dal 1° gennaio 2020”. Dunque, nessuna menzione alla riforma penale, così come era stato spiegato all’indomani dell’accordo di Governo sul tema. (Public Policy) SOR