Semplificazioni, il decreto dopo l’ok del Parlamento

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di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) – Ritocchi alle norme sul superbonus ma nessuna proroga della detrazione (se ne riparlerà con la prossima manovra), semplificazioni per appalti e subappalti in vista dell’attuazione del Recovery Plan, revisione delle misure in vigore per snellire i procedimenti di Via e Vas. E ancora: governance centralizzata per l’attuazione del Piano di ripresa, firme digitali qualificate (come lo Spid) per sottoscrivere i referendum e le proposte di legge popolari, semplificazione della burocrazia per l’installazione delle colonnine elettriche e tante novità relative agli impianti fotovoltaici e di biogas.

Sono queste alcune delle misure contenute nel decreto Semplificazioni-Governance che mercoledì ha ricevuto l’ok definitivo dell’aula del Senato con il voto di fiducia. Il testo era arrivato a Palazzo Madama blindato: la scadenza era infatti fissata per il 30 luglio.

Vediamo nel dettaglio i contenuti del decreto e le novità introdotte nel passaggio a Montecitorio:

PAROLA ANCHE AL PARLAMENTO

Il Parlamento monitorerà l’attuazione del Piano di ripresa. La novità, rispetto al testo originario, è contenuta in un emendamento del Pd, sottoscritto anche da altri gruppi, approvato durante il passaggio alla Camera. La cabina di regia dovrà trasmettere al Parlamento una relazione semestrale sullo stato di attuazione del Recovery plan. Non solo, il Governo dovrà fornire alle Camere le informazioni e i documenti utili per esercitare il controllo sull’attuazione del Pnrr e del Piano nazionale per gli investimenti complementari; tutti i dati, gli atti, le informazioni e i documenti necessari allo svolgimento dei loro compiti; i documenti, riguardanti le materie di competenza, quelli inviati agli organi dell’Unione europea. Le commissioni, quindi, potranno formulare osservazioni ed esprimere valutazioni utili per accelerare l’attuazione.

LA GOVERNANCE DEL PNRR

Fin dal testo originario è stato previsto un assetto organizzativo a più livelli dedicato alla governance del Recovery plan. La responsabilità di indirizzo è assegnata a Palazzo Chigi. Viene istituita una cCabina di regia, presieduta dal premier, alla quale partecipano di volta in volta i ministri e i sottosegretari competenti. La cabina “esercita poteri di indirizzo, impulso e coordinamento generale” sull’attuazione degli interventi. Partecipano anche il presidente della Conferenza delle regioni, dell’Anci e dell’Upi quando sul tavolo ci sono temi che riguardano le regioni, i comuni e le province. In questi ultimi casi partecipa anche il ministro per gli Affari regionali.

Potranno essere inoltre invitati, a seconda della tematica affrontata, i rappresentanti dei soggetti attuatori e dei rispettivi organismi associativi e i referenti o rappresentanti del partenariato economico e sociale. Tra i suoi compiti figura la trasmissione al Parlamento di una relazione sullo stato attuazione del Piano, con cadenza semestrale.

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@ricci_sonia