Resocónto – Il nostro crocifisso

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Che parte della destra italiana sia da sempre, fondamentalmente, inesorabilmente, legata al rassicurante trittico Dio, Patria e famiglia è indubbio. Senza scomodare l’essere madre, cristiana, etc di meloniana memoria. E senza scomodare neppure Hegel, come ci spiega il deputato di Fratelli d’Italia Marco Osnato:

Io non voglio scomodare Hegel ma non rifuggo neanche da un’alta concezione dello Stato al quale riconosco sì un primato, un primato che deriva, però, da una libera scelta, da una volontà dell’individuo di cedere e di condividere, al servizio della comunità, la propria libertà, il proprio lavoro, le proprie risorse, affinché la comunità stessa possa condividerne i benefici. Tuttavia, da un possibile Stato etico, qui ci pare si vada verso uno Stato che potremmo definire marxista, anzi peggio, verso uno Stato del socialismo reale.

Santa opposizione, quella della coppia FdI-Lega. Ascoltiamo Pasquale Pepe, leghista della Basilicata, senatore:

Devo fare ammenda e dire che in questi primi mesi il nuovo Esecutivo un risultato importante comunque lo ha raggiunto: ha fatto dimenticare in poche settimane Toninelli. Peccato che ce lo abbia fatto dimenticare con Fioramonti, un ministro che non è degno di sedere nelle istituzioni e men che meno al ministero dell’Istruzione, se dileggia il nostro crocifisso e le nostre Forze dell’ordine.

A proposito di morti per crocifissione, l’ex ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio mette le cose in chiaro:

Circa la legge sull’enoturismo, anche in questo caso è vero che siete stati voi a avviare l’iter, ma, come sempre accade, se non fosse stato per il sottoscritto che l’ha messa come priorità nell’azione di Governo, non l’avremmo portata a casa. Insomma, è inutile continuare a dire che Gesù è morto di freddo. (Public Policy)

@VillaTelesio