Resocónto – Un ideale di tranquillità e inerzia

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Cos’hanno in comune Arsenio Lupin, Gesù Cristo e Il’ja Il’ič Oblómov? Nulla.

Ma è sempre piacevole quando i nostri eletti citano, un po’ a caso, personaggi storici o letterari, reali o meno, a cui siamo tutti – loro in primis – legati. Come ladri, profeti resuscitati e pigri proprietari terrieri.

È il caso di Pasquale Pepe, senatore leghista, che rivolto ad Alfonso Bonafede dice a un certo punto, parlando delle scarcerazioni causa Coronavirus: “Signor ministro, le faccio soltanto un accenno: il tribunale di sorveglianza di Sassari ha chiesto riscontro al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria rispetto – non ad Arsenio Lupin, il ladro galantuomo – ma a Pasquale Zagaria, un pericolosissimo boss dei casalesi”.

E ancora, Adolfo Urso, senatore di Fratelli d’Italia, sempre rivolto a Bonafede: “La giustizia non si baratta: ce lo insegnano proprio la Croce, Cristo, la nostra religione, cioè la nostra civiltà, che nasce su un baratto”.

Infine, i consigli letterari – sempre per il Guardasigilli – di Andrea Ostellari, leghista, presidente della commissione Giustizia del Senato: “Negli anni Sessanta la Rai ha trasmesso uno sceneggiato in quattro puntate, dedicato al protagonista di un libro di Gončarov: Oblomov. Se non ha letto il libro, le consiglio quantomeno di guardare lo sceneggiato, perché il personaggio di Oblomov per certi versi le somiglia molto“.

E qui piacerebbe anche al resocontista citare qualcuno. Per non essere da meno rispetto ai nostri eletti, citerò proprio il padre di Oblomov, Ivan Gončarov. “Quella brava gente – scrisse parlando degli abitanti della tenuta dello stesso pigrissimo proprietario terriero – non concepiva la vita altrimenti che come un ideale di tranquillità e d’inerzia, disturbata di tempo in tempo da vari casi spiacevoli, come le malattie, le perdite, le contese, e tra l’altro il lavoro”. (Public Policy)

@VillaTelesio