Resocónto – Prosit

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no euro

di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Si rimane piacevolmente colpiti dall’uso disinvolto dei social globalisti che fanno i politici sovranisti. Tralasciando le fusarate, prendete Claudio Borghi, il leghista presidente della commissione Bilancio, uno che come foto profilo ha il suo volto stampato su una banconota da diecimila lire.

L’altro giorno, ad esempio, ha twittato: “Ho parlato con Moscovici, ha detto che mi segue su Twitter”.

E invece.

E invece Marco Bresolin de La Stampa “ha cercato tra i follower di @borghi_claudio e @pierremoscovici non c’è”. Non finisce qui, ovviamente. Perché il buon Pierre che fa? Risponde a Bresolin, e il mistero – insieme alle lingue – diventa ancora più oscuro.

Je ne suis pas un follower de M. Borghi. Je lui ai simplement rappelé une déclaration faite par lui sur Twitter, avec laquelle je suis en désaccord : changer l’Europe ou la quitter. Pour réformer l’Europe il faut au contraire s’y engager!”.

Borghi non ci sta: “Salut Mr. Moscovici, vous m’avez dit que vous me lisez on Twitter, Je pensais que c’etait parce que vous me suiviez. Try it, its’easier to read what I write if you follow me!”

Ma caro Borghi, risponde un utente (@Dionisio2532), “si faccia aiutare da Bagnai (Alberto, collega leghista; Ndr) ‘lisez’ non vuol dire ‘seguite’“.

“Ma ben lo so – ribatte Borghi – ma se uno mi dice che mi legge su twitter come faccio a sapere che lo fa di nascosto senza seguirmi?“.

Già, come fa? Di certezze ce ne sono poche. Una la troviamo in un’altra risposta di Borghi, ad un tweet di qualche giorno fa. Una gli chiede: “Quale tipo di vino preferisci ? Toglimi questa curiosità”. E lui: “Spumante trentino, bianco friulano e sardo, rosso toscano”.

Prosit. (Public Policy)

@VillaTelesio