I rider nel decretone: obblighi nei confronti delle piattaforme

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ROMA (Public Policy) – Il Governo lavora per inserire la cosiddetta norma rider nel dl Reddito cittadinanza – Quota 100 (il cosiddetto decretone). Al momento la previsione della norma nel provvedimento che è all’esame della Camera è data, da fonti di Governo, solo come ipotesi. L’emendamento è stato comunque già preparato.

Questo, preso in visione da Public Policy, prevede un intervento al Jobs act per stabilire un allargamento delle tutele per gli iscritti alla gestione separata. Per questi si punta a prevedere che la disciplina del contratto di lavoro subordinato si applica anche ai rapporti di collaborazione per le “prestazioni di lavoro prevalentemente personali, continuative e la cui organizzazione è predisposta dal committente, anche attraverso il ricorso a piattaforme digitali”.

L’emendamento fa poi riferimento all’indennità giornaliera di malattia e di degenza ospedaliera, il congedo di maternità e parentale. Questi, viene specificato, sono corrisposti “a condizione che nei confronti dei lavoratori interessati risulti attribuita una mensilità (ad oggi sono 3, Ndr) della contribuzione dovuta” nei dodici mesi precedenti la data dell’inizio dell’evento o del periodo indennizzabile. Inoltre, si punta ad aumentare del 100% l’indennità di degenza ospedaliera, con il conseguente aggiornamento della misura dell’indennità giornaliera di malattia.

Nello specifico dei fattorini, che l’emendamento definisce “lavoratori impiegati nelle attività di consegna di pasti a domicilio in ambito urbano per conto altrui, attraverso piattaforme digitali”, si punta a stabilire che non possono essere pagati a cottimo. Inoltre, “a prescindere dalla qualificazione giuridica del rapporto” tra rider e piattaforma digitale, quindi non scatta l’obbligo della subordinazione, ai fattorini dovrà essere garantita “copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e malattie professionali”. Il premio di assicurazione Inail a carico delle piattaforme sarà determinato in base “al tasso di rischio corrispondente all’attività svolta”.

L’emendamento punta poi a prevedere una serie di obblighi nei confronti delle piattaforme. Oltre ad a fornire “adeguata informazione” sui rischi della mansione attraverso un’informativa scritta e assicurare corsi di formazione, l’azienda dovrà fornire “i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale”. Dovrà inoltre essere garantita la sorveglianza sanitaria. In caso di violazione potrebbe scattare la sanzione nei confronti dell’azienda tra 2mila e 6.600 euro.

Intenzione del Governo è anche quella di istituire un osservatorio per “assicurare il monitoraggio e la valutazione indipendente” delle nuove norme. L’osservatorio, da istituire al ministero del Lavoro, può proporre “eventuali revisione in base all’evoluzione del mercato del lavoro e della dinamica sociale”.

Tra le novità cui punta il Governo anche il diritto di prelazione per i lavoratori di imprese di food delivery in fallimento. Si punta a prevedere infatti che le società cooperative costituite da lavoratori delle imprese sottoposte a procedure concorsuali hanno diritto di prelazione per l’affitto o l’acquisto di aziende, rami d’azienda o complessi di beni. Per accedere a questa possibilità si mette a disposizione un fonda da un milione di euro. (Public Policy) FRA