Uno su 17 ce la fa: cosa (non) è stato attuato del dl Sicurezza

0
migranti

ROMA (Public Policy) – In vigore da sabato 15 giugno, il decreto Sicurezza bis (53/2019) prevede un solo decreto attuativo. L’atto riguarda il possibile incremento del fondo di premialità per le politiche di rimpatrio. Ai 2 milioni stanziati dal dl potranno infatti essere aggiunti fino a 50 milioni di euro all’anno. Lo stanziamento verrà individuato annualmente con decreto del ministro dell’Interno, di concerto con il Mef, sentito il ministro degli Esteri.

Il varo di un nuovo decreto legge in materia di sicurezza offre l’occasione per effettuare un primo bilancio sull’attuazione del dl Sicurezza 113/2018, entrato in vigore a ottobre 2018 e convertito in legge in dicembre dalle Camere.

Stando al report mensile dell’Ufficio per il programma di Governo (ufficio a Palazzo Chigi di competenza del sottosegretario Giancarlo Giorgetti), al 31 maggio risultano 16 su 17 i decreti attuativi ancora non adottati. L’unico dm attuato riguarda il fondo per la sicurezza urbana.

Sul fronte dell’immigrazione, restano fermi al palo, tra gli altri, i dm sull’istituzione di tre sezioni dell’Unità Dublino e sull’adozione della lista dei Paesi di origine sicuri, cruciale per l’esame delle domande d’asilo.

Quanto al capo relativo alla sicurezza, risultano ormai scaduti i termini per l’adozione di due decreti attuativi su accesso e comunicazione dati al Centro elaborazione dati. Non hanno ancora visto la luce, tra gli altri, il dm Viminale sull’assegnazione delle 50 unità di personale al nucleo per la composizione delle commissioni straordinarie per la gestione degli enti sciolti per infiltrazione e condizionamento mafioso e il dpcm sul piano di emergenza esterna nei casi di incidenti in impianti di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti. (Public Policy) MDV