Cannabis light, “serve una circolare interpretativa”

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ROMA (Public Policy) – Una circolare interpretativa del ministero delle Politiche agricole per avviare un percorso di regolamentazione del commercio e uso di infiorescenze e foglie di canapa. A chiederla sono Easyjoint, l’impresa che commercia la cosiddetta cannabis light nata all’indomani dell’approvazione della legge 242 del 2016 sulla promozione della coltivazione e della filiera della canapa, Federcanapa e Confagricoltura.

Il chiarimento richiesto nel corso di una conferenza stampa, giovedì, alla Camera, riguarda infatti la legge approvata in via definitiva dal Senato a novembre 2016, che ha sancito il principio di non responsabilità degli agricoltori se il Thc delle piante di canapa destinate alla produzione di fibre (la cosiddetta cannabis sativa) sfora lo 0,2%, ma comunque si mantiene entro lo 0,6%. Con questa legge è stata dunque possibile coltivare questo tipo di cannabis senza necessità di autorizzazione.

Luca Marola, ideatore del progetto Easyjoint, ha ricordato come “dal testo base della proposta di legge sia stato eliminato ogni riferimento alle infiorescenze a causa di una certa ossessione per il proibizionismo che finisce anche in una materia dove la droga non c’è”.

Per Marola, tuttavia, si è trattata comunque “di una buona legge, che ha consentito l’esplosione del fenomeno del mercato della cannabis light, un fenomeno agricolo, commerciale, mediatico e di costume abbastanza importante. Per farla diventare un’ottima legge bisogna però proteggere, promuovere e sostenere questo mercato emergente”.

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NAF