Il ddl sulla sicurezza di medici e infermieri è pronto per l’aula

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ROMA (Public Policy) – Dalla modifica dei compiti dell’osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie, che si occuperà anche delle professioni socio-sanitarie, alla modifica dell’articolo 583-quater del codice penale, per estendere le pene che si applicano in caso di lesioni personali gravi o gravissime contro pubblico ufficiale (fino a 16 anni di carcere) anche a medici, infermieri, farmacisti, assistenti sociali e sociologi nell’esercizio delle loro attività negli ospedali o nelle strutture private.

È quanto prevede, in sintesi, il disegno di legge sulle disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni, approvato la scorsa settimana in commissione Sanità al Senato.

Il relatore del provvedimento, presentato al Parlamento dal ministro della Salute Giulia Grillo, è Gianfranco Rufa (Lega). Con il conferimento del mandato al relatore, il ddl è ora pronto per l’esame di Palazzo Madama.

Durante l’esame in commissione, che si è svolto in sede redigente (e quindi l’Aula del Senato sarà chiamata a votare solamente gli articoli), Forza Italia ha dichiarato il proprio voto di astensione, in quanto il ddl, pur se “molto atteso da tutti gli operatori del settore, non introduce misure concrete per alleviare la condizione di disagio e solitudine degli esercenti le professioni sanitarie ma si caratterizza per essere una legge manifesto”.

Dello stesso avviso il Pd che ha sottolineato come pur “presentato a suo tempo in pompa magna, non offre alcuna soluzione concreta ai problemi di sicurezza vissuti dagli operatori del settore sanitario e si muove nella prospettiva dell’invarianza di spesa”.

Vediamo, nel dettaglio, il contenuto:

DA OSSERVATORIO NAZIONALE A MODIFICA ART. 583-QUATER CODICE PENALE

Durante l’esame nella 12a commissione del Senato sono stati modificati ed estesi i compiti dell’osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie. Innanziutto l’organo dovrà vigilare, oltre che su medici, infermieri o farmacisti, anche sugli esercenti le professioni socio-sanitarie, come gli assistenti sociali, i sociologi o gli educatori professionali.

Compiti principali dell’organo quelli di monitorare gli episodi di violenza commessi ai danni degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni ma, anche, gli eventi-sentinella. Dovrà, poi, promuovere studi e analisi per la formulazione di proposte e misure idonee a ridurre i fattori di rischio e valutare l’attuazione delle misure per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Tra le nuove funzioni, c’ è la diffusione delle buone prassi in materia di sicurezza.

L’Osservatorio, la cui composizione è stata arricchita rispetto alla composizione originaria, dovrà acquisire, con il supporto di ordini professinali e di un altro osservatorio (quello nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità istituito presso l’Agenas) i dati regionali “relativi all’entità e alla frequenza” dei fenomeni di violenza, “anche con riguardo alle situazioni di rischio o di vulnerabilità nell’ambiente di lavoro”.

Il nuovo articolo 2 del provvedimento, inserito durante l’esame in commissione, prevede una modifica dell’articolo 583-quater del codice penale. Nello specifico si prevede l’estensione delle pene che già si applicano in caso di lesioni personali gravi o gravissime contro pubblico ufficiale (da 4 fino a 16 anni di carcere) anche ai medici, infermieri e farmacisti nell’esercizio delle loro attività negli ospedali o nelle strutture private. Idem in caso di svolgimento di professioni socio-sanitarie.

Resta immutata dopo il passaggio in 12a (salva l’estensione anche qui alla professioni socio-sanitarie) la norma sulle circostanze aggravanti già prevista nella prima versione del ddl, che modifica l’articolo 61 del codice penale, finalizzata a prevedere un’aggravante per chi commette il fatto con violenza o minaccia a danno degli esercenti le professioni sanitarie.

Infine, la commissione Sanità è intervenuta anche in materia di modifiche al codice penale in materia di procedibilità. (Public Policy) IAC