Ddl Vaccini, viaggio tra i 150 emendamenti presentati al Senato

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ROMA (Public Policy) – In commissione Igiene e sanità al Senato sono stati presentati 150 emendamenti al ddl Vaccini, che si propone di superare l’obbligo delle 10 vaccinazioni mantenendo – come ha ribadito il ministro della Salute, Giulia Grillo – quella per il morbillo: “Ci sono tutte le condizioni – ha detto il ministro – affinché la proposta venga approvata prima dell’estate”.

Tra gli emendamenti depositati dalla relatrice Maria Castellone quello in base a cui i piani straordinari di intervento potranno prevedere anche “la presa in carico da parte delle strutture ospedaliere dei soggetti immunodepressi al fine di programmare piani vaccinali personalizzati”. Un secondo emendamento prevede lo stop allo stanziamento di 185mila euro per il 2018 e agli 80mila euro a decorrere dal 2019 per completare la realizzazione e la gestione evolutiva dell’anagrafe vaccinale nazionale; e ai 2 milioni per il 2018 e ai 500mila euro annui dal 2019 per la raccolta uniforme dei dati da inserire nell’anagrafe vaccinale nazionale. E ancora, tra le proposte di modifica: l’istituzione di un Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni (Nitag) con il compito di formulare specifiche raccomandazioni per l’elaborazione e l’aggiornamento del Piano nazionale di prevenzione vaccinale; l’invito alle Regioni a far confluire i dati nell’Anagrafe vaccinale nazionale a partire dal 2020 e, in caso di inadempienza, l’assegnazione da parte del ministro della Salute di un termine, non inferiore a 30 giorni, per istituire l’Anagrafe vaccinale regionale e trasmettere i dati. Decorso tale termine, il ministro della Salute nomina un apposito commissario ad acta.

Tre identici emendamenti, presentati da M5s, Pd e Forza Italia, stabiliscono, invece – come già annunciato – di eliminare la norma che prevede il ricorso allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze per la produzione di vaccini eventualmente non disponibili e lo stoccaggio di scorte adeguate. Eliminare dai piani straordinari di intervento la possibilità di non permettere ai bambini non vaccinati di andare a scuola prima dell’avvenuta somministrazione di una o più vaccinazioni, è quanto proposto da due identici emendamenti, presentati dal M5s (a firma unica Giovanni Endrizzi) e da Forza Italia  (a prima Maria Rizzotti). Due emendamenti Lega-M5s, a prima firma Maria Cristina Cantù e Pierpaolo Sileri (presidente di commissione), chiedono invece di: prevedere interventi di comunicazione e informazione a cominciare dai corsi di preparazione al parto e dai percorsi nascita; prevedere che all’implementazione dell’Anagrafe nazionale vaccinale decada l’obbligo di presentazione della certificazione vaccinale.

Dal M5s arriva invece la proposta, sempre a prima firma Endrizzi, che i piani straordinari di intervento possano prevedere che i dirigenti scolastici debbano intraprendere “azioni di informazione e promozione di scelte vaccinali solidaristiche” e, in subordine, “ove possibile”, lo spostamento dei bambini che non possono essere vaccinati in classi dove tutti sono vaccinati, ma anche che presidi. Un emendamento a prima firma Giuseppe Pisani stabilisce che “ogni persona ha diritto di essere informata riguardo ai benefici e ai rischi connessi alle vaccinazioni”. Mentre Sileri chiede il coinvolgimento nelle azioni di promozione dei programmi vaccinali e nelle attività di sorveglianza anche del personale sanitario e del personale delle istituzioni scolastiche.

Diversi poi gli emendamenti depositati dalla senatrice ‘dissidente’ M5s Elena Fattori. Tra questi: prevedere che entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, il ministero della Salute, sentito l’Iss, stabilisca per quali vaccini gli operatori sanitari e gli operatori scolastici di ogni ordine e grado debbano sottoporsi a vaccinazione; prevedere che il Piano nazionale di prevenzione vaccinale duri 3 anni anziché 5; prevedere uno scostamento degli obiettivi fissati dal Piano nazionale di prevenzione non superiore al 2%; alzare le sanzioni previste per il mancato adempimento degli obblighi imposti dai piani straordinari di intervento, portando la minima da 100 euro a 1.000 euro e la massima da 500 euro a 5.000.

La senatrice 5 stelle punta inoltre a invertire il concetto che sta alla base della misura prevista dal testo M5s-Lega, lì dove è previsto che i dirigenti scolastici debbano adoperarsi per fare in modo che i bambini immunodepressi debbano essere spostati in classi dove tutti i bambini sono vaccinati. L’emendamento Fattori vorrebbe invece che siano i bambini non vaccinati per scelta dei genitori a spostarsi in classi dove non sono presenti bimbi immunodepressi. Infine, la senatrice M5s punta a sostituire il coinvolgimento attivo dei cittadini nelle azioni di promozione dei programmi vaccinali e nelle attività di sorveglianza con un “coinvolgimento attivo dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta nelle azioni di promozione dei programmi vaccinali e nelle attività di sorveglianza, in particolare nella raccolta dell’assenza o presenza di eventi avversi”.

Arrivano poi dalla Lega diversi emendamenti, a prima firma Cantù. Si propone di: fare in modo che l’avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, comprovata da un certificato medico o da analisi sierologica, esoneri dalla vaccinazione; utilizzare i dati provenienti dalle anagrafi vaccinali regionali e da quella nazionale in conformità alla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali; introdurre nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado l’insegnamento ‘Educazione ai sani stili di vita’, anche attraverso la sensibilizzazione alla profilassi vaccinale; stabilire che l’Anagrafe vaccinale nazionale deve essere costituita entro e non oltre un anno dalla data di entrata in vigore della legge – le Regioni nello stesso termine si devono dotare dell’anagrafe regionale vaccinale informatizzata pena riduzione della quota del Fondo sanitario nazionale loro assegnata nell’anno di competenza del 5% delle risorse spettanti.

Sono 38 gli emendamenti depositati invece dal Pd. Si chiede di prorogare le norme sull’obbligatorietà dei vaccini previste dalla legge Lorenzin fino all’operatività della nuova Anagrafe vaccinale nazionale; esonerare dall’obbligo vaccinale il bambino con una avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, comprovata da certificato medico o da analisi sierologica; inasprire le sanzioni previste nel caso in cui i genitori non adempino ad eventuali obblighi vaccinali, portando la minima da 100 euro a 1000 euro e la massima da 500 a 5000 euro; prevedere che il Piano nazionale di prevenzione vaccinale abbia durata triennale anziché quinquennale e accorciare la catena di comando che potrebbe portare il ministero della Salute ad adottare piani straordinari di intervento comprendenti, eventualmente, anche obblighi vaccinali (attualmente il ddl M5s-Lega prevede che i piani straordinari siano adottati dal ministero della Salute, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentiti l’Iss e la Conferenza Stato-Regioni); prevedere l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari e socio-sanitari; istituire al ministero della Salute il Registro dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni; istituire Centri vaccinali negli ospedali; negoziazione dei prezzi da parte di Aifa dei 10 vaccini monocomponenti oggi obbligatori.

Un emendamento di Forza Italia, a prima firma Rizzotti, stabilisce, invece, di continuare a prevedere l’obbligo vaccinale per i minori 0-16 anni e per tutti i minori stranieri non accompagnati, in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita.

Infine alcuni emendamenti presentati dalla senatrice a vita Elena Cattaneo chiedono di mantenere in vigore la legge Lorenzin, con i relativi obblighi vaccinali, trasformando la proposta di legge M5s-Lega in un provvedimento per “garantire l’implementazione e il costante aggiornamento dell’anagrafe vaccinale nazionale in tempi rapidi e certi”. La scienziata punta infatti a sopprimere l’articolo 2 del provvedimento sul Piano nazionale di prevenzione vaccinale e l’articolo 7, che abroga la legge Lorenzin. Un’altro emendamento subordina l’efficacia delle nuove disposizioni alla eventuale adozione, come prevede la legge Lorenzin, del decreto del ministero della Salute di cessazione dell’obbligatorietà per una o più delle dieci vaccinazioni. (Public Policy) FLA-NAF