Tu sì, tu no: con gli emendamenti al Dignità si inizia a fare sul serio

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democrazia diretta

ROMA (Public Policy) – Sono circa 150 gli emendamenti dichiarati inammissibili dalle commissioni Lavoro e Finanze alla Camera al dl Dignità su un totale di 850.

Riammesso in serata di ieri e poi nuovamente cassato nel pomeriggio di oggi quello sulla riduzione delle tasse sulle sigarette elettroniche. Gli emendamenti – a prima firma Luigi Alberto Gusmeroli, cassati – puntavano a cancellare la stretta sulle vamping e le e-cig, permettendo di nuovo, inoltre, la vendita online di liquidi con o senza nicotina. Le proposte di modifica miravano anche a  togliere l’imposta di consumo e dimezzando l’accisa (dal 50 al 25%) per i tabacchi da inalazione senza combustione.

Tra gli altri o obiettivi anche l’introduzione di una specifica procedura per l’accertamento con adesione delle imposte di consumo sui prodotti succedanei dei tabacchi.

Nuovo stop anche all’emendamento sulle tv locali. Le commissioni hanno infatti dichiarato nuovamente inammissibile l’emendamento presentato dalla Lega. La proposta di modifica era stata sostenuta nei giorni scorsi anche dal sottosegretario al Mef, Massimo Bitonci. La proposta di modifica puntava a prevedere specifici criteri per l’assegnazione di risorse alle tv locali.

Sarà esaminata invece la norma per il potenziamento dei centri per l’impiego. La proposta di modifica propone di potenziare i centri per l’impiego attraverso la destinazione di una quota delle facoltà assunzionali proprie delle Regioni. La norma non stanzia risorse poiché il rafforzamento dovrebbe avvenire all’interno dei vincoli dei piani assunzionali vigenti.

Riammesso anche l’emendamento che prevede il mantenimento dei benefici normativi e contributivi per i datori di lavoro derivanti dal possesso del Durc quando si regolarizzano entro 180 giorni.

Rimangono esclusi gli emendamenti per l’introduzione del salario minimo, presentati (in forma diversa) da Pd e FdI.

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FRA