Cosa prevede il dpcm che sblocca 5mila posti nella Pa

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di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) – Arriva lo sblocco di oltre 5mila posti negli uffici centrali della Pubblica amministrazione, tra ministeri, Palazzo Chigi, Corte dei conti, agenzie fiscali e Aci. È stato firmato infatti il decreto del presidente del Consiglio che dà via libera ai reclutamenti. Questi si inseriscono tra quelli previsti dall’ultima manovra finanziaria, che ha stabilito lo sblocco totale del turnover a partire dal 15 novembre 2019.

In totale le entrate sono circa 5.020, tra queste vanno considerate le vere e proprie autorizzazioni ad assumere, nuovi concorsi, mobilità, comandi e scorrimento delle vecchie graduatorie.

Nel dettaglio, il dpcm prevede per la presidenza del Consiglio l’entrata di 107 persone, per la Protezione civile 19, al ministero dell’Economia 411, al Miur 111.

E ancora: al ministero del Lavoro arriveranno 23 persone, al dicastero dell’Agricoltura 76, agli Esteri 112, al ministero dell’Ambiente 25, alla Giustizia 88, al ministero per lo Sviluppo economico 70. Il ministero dell’Interno è quello che si aggiudica la fetta più consistente, ovvero 1807 ingressi di cui metà da mettere a concorso e il resto dedicate alle assunzioni.

Per quanto riguarda il resto della Pa centrale il dpcm suddivide gli ingressi in questo modo: Corte dei conti 111 dipendenti, Agenzia delle entrate 347, Inail 308, Agenzia delle dogane 628, Aci 280, Enac 54, altri enti 38.

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@ricci_sonia