Per il capo dell’Esercito i giovani d’oggi sono un po’ indisciplinati

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ROMA (Public Policy) – “La nostra società sta vivendo un mutamento dei modelli educativi che comporta una certa difficoltà dei giovani a confrontarsi con l’autorità e adattarsi a uno stile di vita più rigoroso e disciplinato”. Lo ha affermato il capo di stato maggiore dell’Esercito Salvatore Farina in audizione in commissione Difesa alla Camera sul tema sullo stato del reclutamento nelle carriere iniziali delle forze armate.

“A tal proposito – ha osservato – vorrei evidenziare l’acuirsi, quasi raddoppiato negli ultimi anni del fenomeno del personale che, arruolato e affluito nei reggimenti addestramento volontari, presenta le proprie dimissioni nei primi 15 giorni di corso senza avvenimenti particolari, venendo di fatto prosciolto senza ulteriori obblighi di ferma. Tale dinamica è verosimilmente da correlare alle caratteristiche di una parte delle giovani generazioni non abituate a un regime di vita ordinato e disciplinato“.

Da un’analisi dei questionari a cui sono stati sottoposti i dimissionari, ha riferito Farina, “emerge che le ragioni principali degli abbandoni siano da ascrivere alla difficoltà di abiutarsi a nuovi ritmi di vita, agli orari di servizio, alla lontananza dagli affetti, all’impatto con le regole militari e al disagio legato alla mancanza di tutti i comfort”.

Tra i problemi all’origine del calo dei reclutamenti Farina ha indicato anche il calo demografico, parlando di “situazione che induce a pensare che il potenziale bacino di candidati sarà ancora più limitato in futuro”. (Public Policy) LEP