Covid in classe, report Iss: 3.173 focolai, il 2% del totale

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ROMA (Public Policy) – In quattro mesi, dal 31 agosto al 27 dicembre dello scorso anno, “il sistema di monitoraggio” dei contagi Covid “ha rilevato 3.173 focolai in ambito scolastico, che rappresentano il 2% del totale dei focolai segnalati a livello nazionale”. Come previsto per legge, “ogni settimana le Regioni e le Pubbliche amministrazioni comunicano il numero di focolai attivi e per ciascuno il contesto in cui è avvenuta presumibilmente la trasmissione. Spesso però non è stato possibile stabilire con certezza che la trasmissione sia avvenuta in ambito scolastico e che la scuola sia stata la fonte di infezione, pertanto spesso ci si riferisce a casi che hanno frequentato contemporaneamente lo stesso ambito scolastico”.

Questo, in sintesi, quanto evidenziato dall’Istituto superiore di sanità nel report sui contagi nelle scuole (dal titolo “Apertura delle scuole e andamento dei casi confermati di Sars-CoV-2: la situazione in Italia”), pubblicato sul sito dell’istituto.

SETTEMBRE-DICEMBRE 2020

Come detto, in 4 mesi i focolai a scuola risultano il 2% del totale registrato da fine agosto a fine dicembre 2020. “Se si considera l’andamento settimanale – sostiene l’Iss – c’è stato un progressivo aumento dei focolai con un picco nelle settimane dal 5 al 25 ottobre, una graduale diminuzione fino al 22 novembre e un nuovo aumento fino al 13 dicembre seguito da una stabilizzazione nella seconda metà del mese”.

FOCOLAI SOTTOSTIMATI

Il report evidenzia “una notevole variabilità nel numero di focolai riportati settimanalmente, ascrivibile sia ai diversi criteri di classificazione dei focolai scolastici adottati a livello regionale che alla ridotta capacità di tracciamento dei contatti in relazione alla difficile situazione creatasi in seguito all’aumento dei casi che ha limitato la possibilità degli operatori sanitari di effettuare indagini accurate”.

Il numero di focolai scolastici, secondo l’Istituto, “è quindi sottostimato”. Alcune regioni (Basilicata, Campania, Liguria, Molise, Sardegna, Valle d’Aosta) “non sono state in grado di riportare l’informazione relativa al setting in cui si sono verificati i focolai. Non è inoltre disponibile l’informazione sul numero di casi coinvolti in ciascun focolaio”.

DIFFICILE VALUTARE IMPATTO

Dopo la riapertura delle scuole, nel mese di settembre 2020, l’andamento dei casi di covid-19 nella popolazione in età scolastica ha seguito quello della popolazione adulta, “rendendo difficile identificare l’effetto sull’epidemia del ritorno all’attività didattica in presenza”, dice l’Iss. “Quello che si può notare è che pur con le scuole del primo ciclo sempre in presenza, salvo che su alcuni territori regionali, la curva epidemica mostra a partire da metà novembre un decremento evidenziando un impatto sicuramente limitato dell’apertura delle scuole del primo ciclo sull’andamento dei contagi”.

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SOR