Dl Aiuti bis, stavamo scherzando: torna il tetto agli stipendi nella Pa

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ROMA (Public Policy) – Torna per tutti i manager della Pubblica amministrazione il tetto allo stipendio di 240 mila euro annui. La commissione Bilancio della Camera ha infatti approvato mercoledì l’emendamento del Governo al dl Aiuti bis che sopprime l’articolo 41 bis, introdotto dal Senato.

Il decreto, dopo l’ok della Camera, torna quindi al Senato per la terza lettura, presumibilmente il prossimo 20 settembre.

La norma soppressa, e introdotta nel dl Aiuti bis con un emendamento riformulato dallo stesso Governo che ora l’ha cancellata, prevedeva l’istituzione di un trattamento economico accessorio per alcune forme apicali della Pubblica amministrazione, che potesse superare il tetto agli stipendi dei manager, fissato in 240mila euro annui lordi.

In particolare avrebbero goduto dell’aumento di stipendio oltre la soglia dei 240mila euro: il capo della Polizia, il direttore generale della Pubblica sicurezza, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il comandante generale della Guardia di finanza e il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), il capo di stato maggiore della Difesa, i capi di stato maggiore di Forza armata, il comandante del comando operativo di Vertice interforze, il comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto.

Oltre a questi vertici della difesa rientravano tra le deroghe al tetto degli stipendi anche i capi dipartimento della presidenza del Consiglio dei ministri e dei ministeri, il segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri nonché ai segretari generali dei ministeri. (Public Policy) VIC