Sbloccata l’impasse sul dl Salva imprese: tutte le novità

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aula senato

ROMA (Public Policy) – Sbloccata l’impasse sul dl Salva imprese. Le commissioni Industria e Lavoro al Senato hanno finito di votare ieri sera gli emendamenti, portando a termine l’esame. Nel pomeriggio era arrivato l’ok all’emendamento del Governo sui rider.

Si va dalla norma sui precari Anpal, allo stralcio dello scudo penale sugli impianti ex Ilva, la proroga delle graduatorie della Pa e le novità sull’end of waste. La maggioranza pare intenzionata poi a chiedere la questione di fiducia in aula, dove il provvedimento è atteso questa mattina. Per illustrare il provvedimento in assemblea è prevista la presenza del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Il dl è in scadenza il 3 novembre e a Palazzo Madama è in prima lettura.

COSA CAMBIA PER I RIDER

Allargamento dei diritti dei rider ampliando le tutele del contratto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione ‘prevalentemente’ personali, e non più ‘esclusivamente’ personali. La modifica interviene su uno dei dlgs attuativi del Jobs act e, in combinato disposto con l’allargamento dell’applicazione ai lavoratori delle piattaforme digitali, amplierebbe la platea di riferimento. Ai riders, quindi, sarebbero riconosciuti tutela previdenziale e assicurativa, malattia, congedi parentali, etc.

In arrivo, poi, anche l’obbligo di contratto scritto, oltre a quello di ricevere informazioni utili su tutele, diritti e sicurezza. Sul compenso, invece, si punta a stabilire lo stop al cottimo, ma solo tra un anno.  Il provvedimento licenziato dal Governo stabiliva che il compenso per i ciclofattorini “può essere determinato in base alle consegne effettuate purché in misura non prevalente”. Fattispecie che l’emendamento di maggioranza cancella.

Si stabilisce, invece, che siano i contratti collettivi a definire i criteri di determinazione del compenso complessivo, tenendo conto delle modalità di svolgimento della prestazione e dell’organizzazione del committente. Qualora non ci fosse il Ccnl, i riders non potranno comunque essere retribuiti sulla base delle consegne effettuate. Inoltre, la modifica punta a stabilire una garanzia di compenso minimo orario sulla base dei minimi tabellari stabiliti dagli stessi contratti collettivi nazionali di settori affini o equivalenti. La norma, però, entra in vigore solo dopo 12 mesi dalla legge di conversione del dl.

Inoltre, in arrivo anche un’indennità integrativa per il lavoro notturno, festivo o in condizioni meteo sfavorevoli. La proposta del Governo punta a definitre che questa non deve essere inferiore al 10%

Novità anche sull’algoritmo che genera il ranking reputazionale dei rider, assegnando loro un ordine di preferenza nell’affidamento delle consegne. In questo caso, si stabilisce il divieto di escludere dalla piattaforma o ridurre occasioni di lavoro per i fattorini che non accettano alcune consegne.

E ancora, si prevede la copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Questa sarà parametrata al tasso di rischio dell’attività svolta. Per il calcolo del premio assicurativo, si assume come retribuzione imponibile quella convenzionale giornaliera di importo corrispondente alla misura del limite minimo di retribuzione giornaliera in vigore per tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale, rapportata ai giorni di effettiva attività e, soprattutto, parametrate al numero delle ore effettivamente lavorate.

Infine, la norma prevederà anche l’istituzione di un osservatorio al ministero del Lavoro che monitori le nuove norme. Al tavolo ci saranno gli stessi riders, le imprese, l’Inps e l’Inail.

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FRA